Un altro anno, un altro giro di giostra, e siamo ancora qui, a contare i giorni davanti a un sole dispettosamente primaverile, a contare i like per considerare se ne sia valsa la pena. Voglio dirvi che in questi ultimi 12 mesi ho fatto cose impensabili tipo imparare a cucinare, che ho fatto ginnastica a casa, che mi sono dedicato anima e corpo alle mie passioni, alla letteratura e alla musica, che ho stabilito collaborazioni proattive sul piano lavorativo e personale, che mi sono arricchito materialmente e spiritualmente grazie a conoscenze, affinità elettive e comunioni d’intenti – tutto questo voglio dirvi, ma non posso dirvelo, perché mentirei. Ma ieri i vostri auguri, amiche e amici, mi hanno ricordato quanto un social network sia in grado di sorprenderti, farti sorridere e cambiarti la vita, e di quanto sia obbligatorio esprimere gratitudine in ogni sede opportuna. Perciò grazie, Tinder! Perché le pischelle di Tinder mi comprendono, le pischelle di Tinder mi stimano, le pischelle di Tinder mi adorano – ridono alle mie battute, si commuovono alle mie parole, mi guardano con occhi pieni di interesse e aspettativa, anche se ho sempre il sospetto che lo facciano unicamente perché ho il pisello grosso. Ma voi, invece, cosa vi meritate? Cosa fate per me? Voi, con i vostri auguri scontati, le vostre formule vuote, le vostre banalità, i vostri luoghi comuni, la vostra paranoia, la vostra frustrazione, il vostro egocentrismo, voi che che siete gonfi di arroganza e boria ma in verità non riuscite neanche a fare i conti con le vostre innumerevoli pippe mentali, voi che siete approssimativi e limitati, che avete sposato il conformismo perché siete schiavi dell’approvazione e il fallimento vi terrorizza, voi che siete ipocriti, egoisti, insicuri, vigliacchi e sfigati, voi dovete sapere che ci assomigliamo così tanto da essere uguali, in mezzo a voi mi sento a casa, vi amo.